Un portale dedicato all'arte contemporanea del Nordest in Italia

A showcase dedicated to the contemporary art of Northeast Italy


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Wednesday, October 3, 2012

Marco Bolognesi a La Giarina Arte Contemporanea di Verona



B.O.M.A.R. UNIVERSE
una mostra personale di
Marco Bolognesi

a cura di 
Valerio Dehò

inaugurazione 
6 ottobre ore 18.30

mostra
6 ottobre - 8 dicembre


Bolognesi costruisce un suo mondo a parte, si chiama B.O.M.A.R. UNIVERSE  come sintesi del suo nome, e non è un caso o un eccesso di narcisismo. Lui crede veramente che lo “spazio interno” quella parte di universo che costituisce il nostro paesaggio interiore, abbia o trovi occasioni per traboccare e costruire un mondo esterno, globale, in cui il dentro e il fuori sono la stessa cosa. Marco Bolognesi sembra aderire ad un’ estetica cyber punk, è amico di Bruce Sterling, ma ha anche lavorato con Vivienne Westwood a Londra. Sa che la pelle è importante. E’ tutto una questione di gestire le apparenze, molteplici, che vogliamo indossare. Finiamo per essere quello che vediamo e di adeguarci a come siamo visti. Tutto normale.
 E’ un artista visivo, completamente visivo, le storie che racconta sono approcci per similitudine, assonanze, consonanze, riverberi e distorsioni.  Appartiene mentalmente allo stream nato dalla mostra “Post Human” del 1991 di Jeffrey Deitch. Il suo lavoro fotografico, installativo o cinematografico parte e ritorna sempre al tema della pelle e del corpo. Probabilmente ci sono anche vicende personali che hanno determinato questa sua visione del mondo, ma la sua è soprattutto una scelta culturale. Saldare il passato al futuro, la carne ai transistor: in mezzo c’è sempre e soltanto il corpo. Questo può essere quello delle modelle nudo o  modificato dalla tecnologia, c’è del sesso nascosto in ogni angolo del suo lavoro, c’è il bondage che attrae ma anche l’odore del cuio è visibile e percepibile. Un suo film del 2008 si chiama “Black Hole” e se il buco nero fosse De Sade, se il destino dell’uomo è alla fine quello di soffrire e godere nello stesso tempo?
Ma lui costruisce. In “Humanescape” del 2012 la serie di fotografie sono esattamente questo: un corpo nudo in un paesaggio infantile fatto di piccoli pupazzi e di strutture da meccano. Un gioco. Qualcosa che si può fare con le mani. E la stessa arte fotografica di Marco Bolognesi non ha simpatia per le miscele digitali. Preferisce lavorare con i set, con il trucco, con quella dimensione di una tecnologia che non è una scorciatoia ma sa ancora di sudore e fatica. Ancora il corpo, quindi, ma anche la messa in posa, il lungo operare per costruire un’immagine finale che solo il cinema rende apparentemente facile.
Bolognesi in questo ha ancora dentro quello stile di professionalità artigianale alla John Carpenter, il mitico regista di “Distretto 13” e di “Dark Star” oltre naturalmente di “1997: fuga da New York”. Proprio da  “Dark star” l’artista ha preso il titolo per una mostra del 2009 a Parma, curata da Elena Forin, in cui veniva presentato il progetto Genesis: 12 light box e una colonna/ totem  dentro la quale fluttuano volti tridimensionali di una nuova razza umana ibridata con le macchine. Ma il futuro per Bolognesi è intriso di primitivismo, di cultura pop, di derive fumettistiche oltre che di mille link alla cultura punk. In effetti, il suo interesse è centrato sul concetto di mutazione, sulla logica e la casualità delle trasformazioni che mettono in dubbio la biologia del cambiamento fisico e l’apertura a universi paralleli. Il corpo, quindi, ma anche le sue interazioni con gli universi del fetish, del cyborg, dell’immaginario cinematografico di Cronenberg e Burton o letterario che va da Phil K. Dick all’indimenticabile James G. Ballard  di “Crash”. L’universo creato da Marco Bolognesi possiede tante sfumature, la  stessa attenzione per la donna e il suo volto, deriva dalla sua attenzione per il cambiamento, il trucco, il cambiare personalità con un colore dei capelli o una linea attorno agli occhi. Il fascino verso il glamour deriva da questa sensibilità. Il resto sta proprio nell’evoluzione di una cultura narrativa di anticipazione in cui l’immagine dell’uomo e della macchina si fondono in un ibrido fluttuante, modificabile dalle circostanze e dalla tecnologia. Come in “Negromante” d William Gibson, il confine tra computer e l’uomo non sta più  nelle terminazioni nervose  ma nella memoria di un'altra epoca e di un altro corpo.
La cultura artistica e letteraria di Bolognesi, da anni residente a Londra, deriva dai  personaggi e intellettuali che negli anni Ottanta e Novanta hanno annunciato un mondo nuovo, probabilmente non migliore di questo, ma forse meno monotono.



La Giarina Arte Contemporanea
Via Interrato dell'acqua morta, 82
Verona

info



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B.O.M.A.R. UNIVERSE
a solo show of work by
Marco Bolognesi

curated by
Valerio Dehò

opening
6 October at 6:30 p.m. 

show
6 October - 8 December



Bolognesi builds a world apart. It is called B.O.M.A.R. UNIVERSE, a derivitive of his name. This is not excessively narcisistic by accident. He truly belives in the "inner space" - that part of the universe that makes up our inside which finds ways of bursting out into and constructing an outer and global world where inside and outside are the same thing. Marco Bolognesi can be considered to belong to a cyber punk aesthetic. He is friends with Bruce Sterling. Yet he has also worked with Vivienne Westwood in London. He knows that skin is important. It is a matter of controlling appearances and multiplicities that we want to wear. We end up being what we see and adapt to how we are seen. It's all normal.




La Giarina Arte Contemporanea
Via Interrato dell'acqua morta, 82
Verona

info




Translation by English Language Services di Irene Woodbury

Friday, February 17, 2012

Luisa Raffaelli a La Giarina di Verona

STRANGE DAYS

una mostra personale di
Luisa Raffaelli

a cura di
Valerio Dehò

Strange Days è il titolo, ereditato da un album storico dei Doors del 1967, della nuova personale di Luisa Raffaelli alla galleria La Giarina. Una mostra che ruota attorno a sensazioni, spostamenti impercettibili, variazioni su di un tema, quasi una sintesi della poetica dell’artista, un compendio che non chiude però ogni discorso ma lo sospende. Infatti, le immagini di Luisa Raffaelli hanno in sé una forza centrifuga che scompagina l’ordine naturale. Non vi sono tentazioni seriali, ma la realtà appare forzata a mostrare quello che è permanente, dietro le apparenze. L’artista sposta leggermente di segno ogni accadimento naturale, orchestrando gli elementi in modo continuo con una forma narrativa che è fatta di sequenze. La tecnica non è quella dello stravolgimento, dell’immagine di forte effetto emotivo, anche se riesce a mettere insieme un elemento sempre riconoscibile (la donna in fuga) ambientata in situazioni urbane o in claustrofobici interni.

inaugurazione
25 febbraio ore 18,30

mostra
25 febbraio – 30 aprile


La Giarina
interrato dell'Acqua Morta, 82
37129 Verona
045 8032316
http://lagiarina.it/

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STRANGE DAYS

a solo show of work by
Luisa Raffaelli

curated by
Valerio Dehò


Strange Days is the title taken from the famous album by the Doors in 1967. It is the new solo show of work by Luisa Raffaelli at the gallery La Giarina. It is an exhibition that focuses on sensations, imperceivable movements, variations of a theme, almost a poetic synthesis of the artist and an overview that, however, does not close every discussion, but rather suspends them. Luisa Raffaelli's images contain a centrifigal force that disrupts the natural order. There are not serial temptations. Reality appears forced to show what is permanent, behind appearances. The artist slightly shifts every natural event and orchestrates the elements continually within a sequential narrative. The technique is notdistortion, images of strong emotional impact, even if it is always able to place a recognizable element (a woman running away) situated in urban locations and claustrophobic interiors.

opening
25 February at 6:30 p.m.

show
25 February – 30 April


La Giarina
interrato dell'Acqua Morta, 82
37129 Verona
045 8032316

Sunday, October 23, 2011

Casa "La Vita" a La Giarina, Verona


Casa "La Vita"

a cura di
Valerio Dehò

Artisti

Enrico Baj
Ernesto Jannini
Ben Patterson
Silvano Tessarollo

Mostra
22 ottobre - 21 dicembre

Orario
martedì - sabato ore 15,30 - 19,30 o su appuntamento

La Giarina Arte Contemporanea
Verona

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Casa "La Vita"

curated by
Valerio Dehò

Artists

Enrico Baj
Ernesto Jannini
Ben Patterson
Silvano Tessarollo

Show
22 October - 21 December

Hours
Tuesday - Saturday from 3:30 - 7:30 p.m. or by appointment

La Giarina Arte Contemporanea
Verona